Gestione del tempo in una giornata di smart working.

“Smart working” lavoro intelligent e telelavoro. Se sei un lavoratore digitale sai benissimo di cosa si parla, lavorare da casa è la tua quotidianità. Sai benissimo che il tempo può essere un amico o nemico. Altre categorie di lavoratori, generalmente abituate a lavorare in ufficio e in un contesto ben definito, hanno dovuto organizzarsi e approcciarsi a questa nuova modalità lavorativa. L’emergenza Covid-19 ha determinato la necessità immediata di adeguare le modalità di lavoro, accelerando il passaggio a un mondo digitale che fino a qualche mese fa era conosciuto solo in maniera limitata.

Lo smart working si è reso necessario per evitare gli spostamenti e garantire che i lavoratori potessero continuare a svolgere il proprio lavoro senza muoversi da casa. Quest’ultimo aspetto è stato sicuramente ciò che ha prevalso su tutti gli altri proprio in un’epoca così economicamente messa alla prova.

Ma quali sono gli aspetti psicologici legati a questa modalità lavorativa? Davvero questa libertà è tutta positiva? Senza regole, senza il capo che ti controlla? Non è tutto oro ciò che luccica, direbbe qualcuno… e non sono nemmeno tutte rose e fiori… direbbe ancora qualcun altro!

Per lavorare da casa e garantire la stessa produttività di sempre bisogna avere allo stesso tempo disciplina e flessibilità. L’una senza l’altra non possono sopravvivere. Questo perché un’organizzazione troppo rigida non consentirebbe di adeguarsi al proprio ritmo di vita e non si adeguerebbe alla propria personalità. Dopo anni di lavoro da freelance le ho provate tutte, e devo dire che ciò che funziona di più è ASCOLTARSI!

Può essere utile stabilire un orario fisso di lavoro e attenersi a quello. In questo modo si possono isolare dei blocchi di tempo durante la giornata e porre dei confini tra vita privata e lavoro. Non è difficile distrarsi lasciandoci invadere da ciò che non è strettamente attinente alla sfera lavorativa. Quindi determinazione e una buona dose di disciplina eviteranno che le nostre ore lavorative vadano in fumo sui social o al telefono!

La disciplina è importante anche se sembra contrapporsi al concetto di libertà legato al mito del lavoro da casa. Proprio grazie ad essa posso avere la libertà di scegliere il mio orario di lavoro, la mia tariffa oraria e gestire la mia vita secondo il mio ritmo, senza lasciarmi fagocitare da un ritmo di vita troppo stressante e incontrollabile.

Per me che lavoro da casa da molti anni come traduttrice freelance, non esiste un orario fisso e non c’è orario di accesso da rispettare. Molti che sono in telelavoro e che lavorano per aziende private e pubbliche hanno invece il vincolo di effettuare l’accesso a una determinata ora e di essere online per un certo numero di ore. Benissimo! è un ottimo punto di partenza. Aiuta avere qualcuno che ti impone dall’esterno un orario fisso da rispettare, soprattutto dal punto di vista psicologico. Anche se sono a casa so che quello è il mio orario di lavoro e lo sanno anche gli altri membri della mia famiglia.

Mettiamo il caso in cui possiamo decidere il nostro orario. Innanzitutto decidiamo quanto tempo vogliamo dedicare al nostro lavoro. Vogliamo lavorare mezza giornata o una giornata intera? Quante ore? Una volta stabilito questo, pensiamo anche a quanto vogliamo guadagnare, a quanto vale il nostro tempo e cerchiamo di calcolare una tariffa oraria.

Esempio: decido di lavorare mezza giornata, perché il pomeriggio voglio avere tempo da dedicare ad altro. Quindi fisso un orario di lavoro dalle 9 alle 13. Quattro ore di lavoro al giorno, quanto voglio e posso guadagnare con le mie competenze? Sono queste le domande che mi devono guidare nella scelta.

Una volta fatta chiarezza sulla modalità e su che tipo di professionista voglio essere, devo attenermi alla mia scelta. Se le mie ore di lavoro sono quelle devo rispettarle! Il problema nasce quando arriva un progetto urgente e non è possibile staccare prima della consegna. Quando è prevista un’uscita improrogabile nel pomeriggio o proprio nell’orario di lavoro. In questi casi non sarà facile rispettare la routine… Ed è qui che entra in gioco la flessibilità! Se ho un progetto urgente da consegnare magari mi ritroverò a lavorare anche fino a sera tardi o di notte. Per un traduttore è prassi comune. Ciò che ho trovato utile in questi casi è lavorare per blocchi di tempo. Dividere il lavoro in intervalli di tempo in cui sono più concentrata alternandoli con delle pause più o meno brevi. Massima concentrazione in tempi più ristretti. E dopo la consegna concedersi un pomeriggio libero o magari una giornata intera! In questo modo ho la possibilità di recuperare per poi tornare ad essere più produttiva.

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