Scrivere e Tradurre il Turismo: Agrigento

Raccontare Agrigento in poche righe è impossibile. Qui, vi proponiamo una passeggiata tranquilla dall’alba (dal mattino, dai!) al tramonto, per iniziare a conoscere la città.

Immaginate di fare colazione in un piccolo bar del viale alberato, il viale della Vittoria, con il belvedere che si affaccia sul mare azzurro: gustatevi una granita con la classica brioscia col tuppo oppure, se non temete le calorie, provate il ciarduni. Scegliete un bar qualsiasi, vi troverete bene ovunque perché qui la pasticceria è cosa araba e serissima.

Fatto il pieno di zuccheri, dirigetevi verso la parte alta della città, quale che sia il punto in cui vi trovate, scegliete la salita. È ancora fresco e non ci sarà molto da sudare per arrivare in cima, alla cattedrale, dove, da uno dei punti più alti del centro cittadino, iniziamo il percorso visitando la cattedrale di San Gerlando, vescovo originario di Besançon, oggi patrono che si contende l’affetto degli agrigentini con San Calogero. La cattedrale è caratterizzata all’esterno da un’ampia gradinata, da un massiccio campanile, aggiunto nel XV secolo, e dalle monofore che richiamano la struttura originaria, mentre all’interno è suddivisa in tre navate accompagnate da finestre gotiche, sotto uno splendido soffitto ligneo centrale o cassettoni, di ispirazione spagnola. Scoprirete subito che, difficilmente, Agrigento e gli agrigentini possono definirsi semplicemente siciliani, o siculi o sicani: greci, romani, musulmani, normanni, spagnoli… probabilmente più centomila che uno o nessuno.

Dalla cattedrale, iniziate la discesa verso la via Atena, seguendo la via Duomo dove si trovano il Museo Diocesano e la Biblioteca Lucchesiana, della metà del XVIII secolo, capolavoro di cultura che ospita oltre 45 mila tra volumi tra manoscritti, codici miniati e incunaboli, purtroppo difficilmente visitabile senza prenotazione. Scendendo i gradini della breve via di S. Alfonso e percorsa la via che le dà il nome, ecco l’ingresso del piccolo cortile che vi introduce a quel piccolo e straordinario gioiellino medievale che è la chiesa di Santa Maria dei Greci: facciata gotica e fondamenta greche (sorge infatti su un tempio dorico del V sec. A. C.)!

Altri due passi e siete già in pieno centro, lungo la via Atenea, circondati dal giallo delle facciate dei palazzi antichi. Potrete scegliere di pranzare qui, in uno dei ristorantini che propongono i piatti della tradizione, legati al territorio, alle stagioni e al mare naturalmente.

Saltate la pennichella pomeridiana e recatevi alla casa natale di Luigi Pirandello: si trova a pochi chilometri dalla città, nelle campagne del Caos, e offre la possibilità di entrare a contatto con la vita privata dello scrittore premio Nobel per la letteratura.

Saranno sufficienti pochissimi chilometri in auto, o meglio in bici, per raggiungere la Valle dei Templi, e ritrovarsi in un’altra era e in un altro luogo: in Grecia sì, ma in una Grecia diversa e unica, per colori, architetture, atmosfere. I tre templi principali, di Giunone, della Concordia e di Ercole, dominano sugli altri tempi e sull’intero parco archeologico, completato dal museo, straordinaria raccolta delle civiltà che Agrigento ha fatto sue, e si lasciano accompagnare dagli ulivi e dai mandorli della Kolymbethra e dal panorama che si apre sul mar d’Africa.

È quasi sera e nei locali che si susseguono lungo le spiagge di sabbia dorata che da San Leone raggiungono Le Dune potrete scegliere qualcosa da bere sedendovi in riva al mare, pronti per ammirare il tramonto più bello che abbiate mai visto: il sole, di un giallo più carico ma sempre meno abbagliante, scende verso l’orizzonte fino a nascondersi sotto le onde piatte del mare.

E poi? E poi il mandorlo in fiore a febbraio oppure, in estate, le spiagge dorate libere e spaziose che da Licata si prolungano fino a Menfi e oltre. E il carnevale e l’allegria di Sciacca? E le sagre dei vari paesini, religiose di nome e incredibilmente allegre, gustose e pagane di fatto? E la Racalmuto di Sciascia? E gli aranceti di Ribera o i vigneti della provincia? E… il resto venite a scoprirlo!

Agrigento è un pezzetto di Italia dalla storia straordinariamente mediterranea, dove civiltà diverse si abbracciano da secoli in pieno spirito europeo: “uniti nella diversità”.

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