Viaggio nel tempo: l’esercito che ha conquistato il futuro

Nella valle del Fiume Giallo, nel cuore della Cina, in un territorio ricco di limo fine, giallo e fertile, l’esercito di Xi’an ha attraversato i secoli e ha vinto la guerra per l’eternità… e forse era proprio questo l’intento di Qin Shi Huangdi. Il primo imperatore della Cina scelse infatti questo esercito di fanti, arcieri e cavalieri a protezione del suo mausoleo, opera ancora oggi in fase di scoperta.

Il sito archeologico di Xi’an, nonostante sia sempre affollatissimo, offre un’esperienza unica ed emotivamente intensa (in particolare per chi conosce le tribolazioni degli esami di Archeologia e storia dell’arte della Cina). Il parapetto che circonda l’immensa fossa dalla quale emergono, in fila, i soldati di Xi’an funge da stargate tra due epoche distanti oltre 2000 anni: l’esercito ordinato e fiero ci guarda, quasi a volersi presentare.

Accompagnati da carri e cavalli, anch’essi di dimensioni e finiture che lasciano trasparire il desiderio di aderenza alla realtà, sono oltre 8000 i guerrieri “emersi”, molti ancora attendono di essere presentati al futuro. Li scopriamo disposti, nelle tre fosse, in formazioni secondo uno schema militare, nel pieno rispetto delle gerarchie dell’epoca, distinguibili dall’abbigliamento, dalle acconciature e persino dalla disposizione delle mani. Uniti nel destino, i guerrieri di terracotta sono testimoni della straordinaria nascita di quella che oggi chiamiamo Cina: ognuno di essi racconta la storia anche attraverso il proprio volto, diverso da tutti gli altri, ma i cui tratti consentono di indovinarne la provenienza. Alcuni volti hanno in comune fronti spaziose e labbra carnose e, molto probabilmente, sono i volti dei soldati originari dal Guanzhong; altri dalla forma tonda e con il mento appuntito lasciano supporre che la provenienza fosse quella dell’attuale Sichuan.

Fra questi un’emozione particolare suscita il balestriere, o arciere, inginocchiato con le mani che sembrano stringere ancora una balestra che non esiste più. La sua balestra e le molte armi dei suoi commilitoni furono probabilmente saccheggiate dai tombaroli delle epoche passate. Anche il balestriere, come i suoi compagni di viaggio, è di dimensioni e aspetto “più che umani”: l’altezza della statua, che raffigura un uomo in ginocchio appunto, è di ben 122 cm; indossa una corazza a placche sopra la veste lunga, i gambali e le scarpe a punta quadrata. L’arciere era schierato, insieme ad altri tiratori, sulla postazione di avanguardia della fossa n. 2. Anche il suo corpo è stato fatto a mano, con incisioni la cui elaborazione semplice contrasta con la precisione del volto, con sopracciglia marcate e vivide a sottolineare la fierezza dello sguardo e uno chignon che raccoglie i capelli sul lato destro della testa, indicandone il rango.

Meraviglia del mondo, patrimonio dell’Unesco, Xi’an ci permette oggi di comprendere a pieno la grandezza di una civiltà troppo spesso, e troppo facilmente, stereotipata: Xi’an e il suo esercito rappresentano le conoscenze artistiche, tecnologiche, politiche e militari, e di molto altro ancora, che hanno reso le molteplici civiltà di questi territori unite in quella straordinaria realtà che è la Cina.

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